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Abruzzo

Regione AbruzzoLa storia della Regione, che è l'antico Sannio romano, cominciò nel Medioevo a chiamarsi Abruzzo (Aprutium) e poi anche al plurale, Abruzzi, quando passò a far parte del Regno di Napoli e fu divisa in Abruzzo Ulteriore e Abruzzo Citeriore.
Unita al Regno d'Italia nel 1860, la Regione comprendeva anche il Molise (si chiamava Abruzzi e Molise), da cui fu separata nel 1963.

Posizione e confini regionali

L'Abruzzo si estende dall'Appennino alla costa adriatica fra il Tronto a nord e il Trigno a sud. E circondato da tre regioni: Marche, Lazio, Molise.

Le province

La superficie della Regione equivale a quasi un ventottesimo del territorio nazionale; ossia poco piu del 3,5 %.

La Regione è divisa in quattro province:

  • L'Aquila (AQ),
  • Chieti (CH),
  • Pescara (PE),
  • Teramo (TE).

Capoluogo della Regione è L'Aquila.

Territorio abruzzese

II territorio è tutto montuoso e collinoso, ma non monotono. Un primo contrasto appare evidente tra le zone montuose, che sono le piu estese, e le ampie conche pianeggianti racchiuse tra i monti. Le cime piu alte dell' Appennino si alternano a vasti pianori rocciosi coperti di magri pascoli e pochi boschi, in un paesaggio grandioso ma aspro e desolato. Uno scenario del tutto diverso è offerto dalle conche e dalle colline, verdeggianti, ricche di corsi d'acqua. E poi c'è ancora il salto improvviso dalla montagna al mare. Solo una cinquantina di chilometri in linea d'aria separa le cime più alte dalle lunghe spiagge assolate lambite dall'Adriatico.

L'Appennino

L'Appennino Abruzzese continua quello Umbro-Marchigiano e va da Forca Canapine alla valle del Sangro. Occupa tutta la parte occidentale della Regione ed è la più estesa massa montuosa della penisola.

Tre serie di monti corrono da nordovest a sud-est, innalzandosi da un piedistallo comune che ha un'elevazione media di 600 m, e raggiungono punte che superano i 2000 m.

La prima serie di montagne, a est, è la più vicina al mare e presenta le vette maggiori: i Monti della Laga, il massiccio del Gran Sasso, col Corno Grande (2914 m), e quello della Maiella col Monte Amaro (2795 m).
La seconda serie di montagne, quella di mezzo, allinea il Monte Velino (2487 m), il Sirente e il massiccio della Meta.
La terza catena, più occidentale, è più bassa e meno compatta, e con i Monti Simbruini segna il confine col Lazio. Valli e conche Tra i massicci e tra le catene montuose, il suolo si abbassa in valli e conche.

Le principali sono:

  • tra il Gran Sasso e la Maiella, la valle del fiume Pescara;
  • tra la fascia orientale e quella mediana, la conca dell'Aquila (o valle dell'Aterno) e la conca di Sulmona;
  • tra la fascia mediana e quella occidentale, la Conca del Fucino.

Le valli sono state scavate dai fiumi nel loro corso tortuoso e le conche, in tempi molto antichi, erano sede di laghi che poi scomparvero naturalmente.

La Conca del Flicino ospitava il maggiore dei laghi appenninici. Era un lago di origine glaciale, formatosi in una valle chiusa. Privo di emissari e invaso dai detriti trasportati dai torrenti suoi tributari, il lago era soggetto a notevoli variazioni di superficie e di livello che causavano disastrose inondazioni. Perciò, già nel I secolo d.C. era stato scavato un canale sotterraneo attraverso il monte Saviano che facesse defluire le acque nel fiume Liri. Il canale rimase in funzione per qualche secolo; poi, trascurato, si ostrui e il Fucino ridiventò un lago chiuso, con le acque stagnanti, regno della malaria, fino alla seconda metà dell'Ottocento, quando si procedette a una vera e propria bonifica. Il lago fu prosciugato e scomparve. Al suo posto, c'è oggi un grande quadrilatero di terra fertile e ben coltivata.

Le colline

I monti si abbassano verso il mare in una zona di colline che si estende lungo tutta la costa. Sono colline argillose, spesso solcate da calanchi e soggette a frane, specialmente sulle rive dei fiumi. Nei poderi sparsi si coltivano l'olivo, la vite, alberi da frutto. I fiumi N elI' Adriatico sfociano il Tronto, al confine con le Marche, i corsi d'acqua che scendono dal Gran Sasso e dalla Maiella, brevi e a carattere torrentizio, l'Aterno-Pescara, il Sangro e il Trigno, che segna il confine col Molise. L'Aterno-Pescara è il fiume piu lungo della Regione. Nell'alto corso, col nome di Aterno, scorre ai piedi del Gran Sasso; poi forma un brusco gomito e raggiunge l'Adriatico col nome di Pescara. Anche il Sangro ha un corso tortuoso. Al versante tirrenico appartengono il Liri e il Salto, affluente del Velino.

La costa

Per circa 120 km, il litorale corre basso, quasi rettilineo. Ne rompe l'uniformità solamente il promontorio della Punta della Penna, dove le alture giungono al mare formando un breve tratto di costa alta e dirupata. Il suolo della fascia costiera è fertile e ben coltivato. I campi e gli orti arrivano fin a ridosso delle spiagge, raramente piu larghe di un centinaio di metri. La zona costiera risente l'influenza del mare e ha clima mite di tipo mediterraneo; la parte interna ha clima continentale con inverni rigidi ed estati molto calde. La pioggia e le nevi cadono abbondanti in inverno e anche in primavera; l'estate è caratterizzata da prolungata siccità.