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La bonifica della pianura Emiliana

Buona parte della pianura Emiliana, cosi come appare oggi abitata e coltivata, è il risultato di un secolare lavoro di bonifica che ha regolato le acque dei fiumi e le acque stagnanti delle vaste zone un tempo paludose.

I principali interventi dell'uomo sono quattro:

  • gli argini,
  • i canali,
  • le casse di colmata,
  • l'impiego di idrovore.


La costruzione di argini lungo i fiumi, che verso il mare sono spesso pensili, ossia hanno il livello più alto del terreno circostante, impedisce che l'acqua esca dal suo letto.

Si sono scavati canali il cui fondo è più basso del terreno circostante in modo che le acque stagnanti vi possano scolare e affluire in un canale principale che le porta al mare.

Sono state costruite casse di colmata, un sistema di bonifica che richiede molto tempo prima di dare i suoi risultati. L'area da bonificare viene recintata da argini e vi si fanno scorrere le acque di un fiume o un torrente ricche di fanghi e di sabbie che si depositano nella cassa sollevandone un po' alla volta il fondo. Quando il riempimento è completo, il fiume viene deviato o stretto fra argini e rimane allo scoperto un terreno molto fertile, Un esempio di questo sistema è dato dalla cassa di colmata del fiume Lamone, a nord di Ravenna, i cui lavori cominciarono nel 1840.

Un sistema di bonifica moderno è quello affidato alle idrovore, ossia potentissime pompe aspiranti che solleva· no le acque raccolte nei canali e le versano nei fiumi o nei canali principali. Gli impianti idrovori sono numerosi in questa Regione come anche nel Veneto.
Le terre bonificate richiedono una continua opera di manutenzione, ma la fatica e la spesa sono largamente ripagate dalla fecondità della campagna e dalla salubrità dell'aria.

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