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Emilia Romagna

Regione Emilia RomagnaNel II secolo a.C., il console romano Marco Emilio Lepido fece costruire una strada che da Rimini arrivava a Piacenza. In onore del console la strada si chiamò AEmilia (Via Emilia) e da essa venne il nome alla Regione, che fu l'ottava nella divisione augustea. La Regione perse la sua unità nel VI secolo, quando l'Italia fu divisa tra Longobardi e Bizantini: il territorio dei primi si chiamò Longobardia, quello degli altri Romania.

Territorio e città

L'attuale Romagna faceva parte del dominio bizantino. Dopo l'unità d'Italia, la Regione riprese il suo antico nome e si chiamò Emilia. Nel 1947, ebbe la doppia denominazione di emilia-romagna. Posizione e confini La Regione è compresa tra l'Adriatico, il Po e l'Appennino. Sei regioni la circondano: Veneto, Lombardia, Piemonte, Liguria, Toscana e Marche.

La Romagna comprende le province di Forli-Cesena, Rimini e Ravenna e una parte di quella di Bologna a est del fiume Sillaro. Tra la Romagna e le Marche si trova la piccola Repubblica di San Marino. Il territorio della Regione equivale a poco più di un tredicesimo del territorio nazionale; ossia il 7,34%.

Le Province

L'emilia-romagna è divisa in nove province:

  • Bologna (BO),
  • Ferrara (FE),
  • Forli-Cesena (FC),
  • Modena (MO),
  • Parma (PR),
  • Piacenza (PC),
  • Ravenna (RA),
  • Reggio nell'Emilia (RE),
  • Rimini (RN).

Capoluogo regionale è Bologna.

Il territorio della Regione appare diviso in due sezioni: una fascia montuosa e collinosa, che occupa circa metà della superficie complessiva, e una zona pianeggiante che si estende tra la montagna e il corso del Po. Sembrano due mondi distinti, tanto sono diversi sia per l'aspetto fisico sia per il popolamento. La montagna presenta una serie di cime arrotondate senza asperità né bellezze; i boschi sono scarsi sulle pendici, i villaggi pochi e semideserti. Questo senso di abbandono e di solitudine della montagna contrasta vivamente con la pulsante vita della pianura, tutta coltivata, fittamente abitata, solcata da strade piene di traffico, da fiumi e da canali regolati con cura perché possano irrigare la campagna. Si stendono a perdita d'occhio i filari degli alberi da frutto e i campi con le fattorie sparse, formando un immenso disegno geometrico che testimonia come la terra sia tutta intensivamente sfruttata.

La pianura s'affaccia al mare con un litorale che anch'esso presenta due aspetti contrastanti: quello silenzioso e selvaggio delle lagune e delle valli salmastre, e quello della lunga spiaggia sabbiosa dove gli alberghi si susseguono senza interruzione e dove d'estate si accalca un'inverosimile folla di bagnanti.

L'Appennino

Tutta la parte meridionale della Regione è formata dalle montagne appenniniche, non molto elevate. Le rocce che le costituiscono sono in gran parte friabili, facilmente erose dalle acque, con frequenti frane e calanchi, ossia solchi fitti e profondi separati da sottili creste. Il breve tratto dell' Appennino Ligure culmina con la cima del Monte Maggiorasca (1799 m). L'Appennino ToscoEmiliano si presenta come una monotona catena dalla quale si dipartono solchi e rilievi trasversali e paralleli, in direzione del Po. Le sue cime maggiori sono il Monte Cimone e il Monte Cusna, che si elevano poco sopra i 2000 m.

Le varie parti dell'Appennino prendono spesso il nome delle città piu vicine: Appennino Piacentino, Parmense, Reggiano, Modenese, Bolognese, Romagnolo.

Numerosi valichi consentono di attraversare la catena appenninica. Il Passo di Cento Croci immette nella Liguria. Tra quelli che portano in Toscana ricordiamo il Passo della Cisa, il Passo del Cerreto, il Passo dell' Abetone, il Passo della Futa.

Le colline

Tra le catene montuose e la pianura corre una fertile fascia collinare dove si coltivano cereali, viti e alberi da frutto. Qui, al contrario che in montagna, sono frequenti i villaggi e le case sparse e, qua e là, un vecchio castello posto su una roccia isolata.

Dai piedi dell' Appennino fino al corso del Po si estende la fertile pianura Emiliana, che è il lembo meridionale della Pianura Padana. In prossimità del mare è piu larga di quella lombardo-veneta.

I fiumi

I corsi d'acqua che scendono dall' Appennino hanno tutti regime torrentizio. Si distinguono per due diverse destinazioni: quelli che sfociano direttamente in mare e quelli che confluiscono nel Po. Hanno la foce nell' Adriatico il Reno, che è il fiume piu lungo dell'Emilia (oltre 200 km), il Lamone, il Montone, il Savio, il Marecchia, che ha l'alto corso nelle Marche. Tra i numerosi affluenti di destra del Po ricordiamo la Trebbia, il Taro, la Secchia, il Panàro. Il Po segna il confine con la Lombardia e il Veneto, fatta eccezione per la breve zona dell'Oltrepò Mantovano che appartiene al territorio lombardo. Nell'ultimo tratto il confine segue il ramo piu meridionale del delta, lasciando il delta stesso in territorio veneto.

Le coste

La foce del Reno divide il litorale in due parti: a sud, fino al confine con le Marche, la costa è bassa e sabbiosa; a nord, fino alla foce del Po, si estendono le Valli di Comacchio, specchi di acqua salmastra, poco profondi, separati dal mare da sottili lingue di sabbia e coperti da estesi e fittissimi canneti. Il clima della Regione è caratterizzato da estati calde e afose e inverni rigidi con frequenti giornate di gelo e di nebbia. Sulla montagna cadono abbondanti piogge e nevicate. Nevica anche in pianura, ma la neve si scioglie rapidamente. Sulla costa, la vicinanza del mare mitiga, ma non molto, la temperatura.