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Lavoro in Regione

L'agricoltura

L'agricoltura non può avere un grande sviluppo in un territorio dove mancano le pianure e dove oltre la metà del suolo è improduttiva perché costituita da rocce, ghiacciai, laghi e boschi estesissimi. La superficie coltivabile si riduce quindi ai fondivalle, la cui fertilità è però modesta e dove le opere di irrigazione richiedono un lavoro costante.
In genere si coltivano cereali (frumento nel Trentino, orzo e segale in Alto Adige), patate, ortaggi, viti e soprattutto alberi da frutto: ciliegi, susini e, pił d'ogni altro, meli e peri. La Regione è al primo posto nella produzione nazionale di mele. I vigneti danno ottimi vini, alcuni dei quali pregiati, ma in quantità modesta. Sulle rive del Garda si produce una piccola quantità di olio.
Il Trentino Alto Adige è una delle regioni più boscose d'Italia. Vi predominano i larici, gli abeti rossi, i pini silvestri e i faggi, che forniscono ottimo legname da lavoro: quasi il 20% della produzione nazionale.

L'allevamento

Nelle pIaghe pił alte, i prati offrono buon alimento per il bestiame bovino che nei mesi estivi vi viene condotto a pascolare, mentre durante l'inverno rimane nelle stalle. Accanto a questo sistema, detto dell'alpeggio, si stanno sviluppando gli allevamenti stanziali o stabili, dove il bestiame rimane nelle stalle anche d'estate e viene nutrito con erbe da foraggio. La produzione di latte, burro e formaggi supera di poco il fabbisogno locale. Anche l'allevamento dei suini è abbastanza diffuso.

L'industria

La Regione ha sviluppato un discreto tessuto industriale, formato da imprese e stabilimenti di piccole e medie dimensioni localizzati soprattutto nei due
Nell'Alto Adige è detto maso un podere agricolo, ossia l'insieme delle costruzioni adibite ad abitazione, il granaio, le stalle e i campi coltivati dalla famiglia che vi abita. Il maso atesino è ciò che in Lombardia si chiama corte e altrove cascinale o fattoria.

Nell'Alto Adige perdura fin dal Medioevo la tradizione del ma so chiuso, ossia del maso non divisi bile per eredità. Il podere viene tramandato al figlio primogenito senza che i fratelli possano averne una parte.

Questa consuetudine ha il vantaggio di evitare l'eccessivo frazionamento della proprietà. Infatti, se un podere che ba· sta al sostentamento di una famiglia viene diviso tra più eredi, le singole parti non bastano più alle nuove famiglie. Questo non succede col maso chiuso, che evita l'eccessivo spopolamento della montagna, cosi frequente in altre regioni, e la valorizza dal punto di vista economico, con attività redditizie ma rispettose dell'ambiente (agricoltura, allevamento, agriturismo).

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