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Parco Nazionale d'Abruzzo

Nell'alta valle del Sangro, una vasta zona boscosa che era riserva di caccia dei Savoia divenne nel 1923 Parco Nazionale. Si estende tra le province dell'Aquila, Frosinone e Campobasso.

Le pendici montane sono in gran parte coperte di faggi, frassini, càrpini, cerri e pini. Qui vivono in libertà martore, tassi, puzzole, linci, gatti selvatici, aquile reali e gli ultimi esemplari di lupi, orsi bruni, caprioli e camosci. Sentieri e rifugi facilitano le escursioni, i guardaparco compiono regolari giri di perlustrazione.
Ma il Parco non ha avuto la vita facile.

Anni fa, la speculazione edilizia è riuscita a far costruire ville e condomini i alti sei piani in zone che dovevano essere protette; intere porzioni di foresta sono state distrutte per ricavarne legname. La costruzione di una strada ha provocato frane e spaventato gli animali.

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